Cecchini a Sarajevo, l’80enne indagato nega tutto: “Estraneo alle accuse”

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L’80enne ex camionista indagato come uno dei presunti cecchini a Sarajevo negli anni Novanta ha negato il suo coinvolgimento rispondendo alle domande dei pm di Milano. “Non è vero” e lui, pare abbia sostenuto, non ci è nemmeno mai stato nella capitale della Bosnia-Erzegovina. 

“Estraneo alle accuse”

Ai cronisti il suo legale, Giovanni Menegon, ha ribadito la “totale estraneità alle accuse” del suo assistito che uscendo da Palazzo di Giustizia è rimasto in totale silenzio. Ai giornali l’80enne aveva spiegato di voler respingere ogni accusa e che in Bosnia ci andava ma solo per lavoro. Dopo la notizia l’uomo si sarebbe vantato coi suoi compaesani in una località in provincia di Pordenone di essere stato tra coloro che andavano a uccidere oltre il confine. 

“Il mio assistito ha risposto alle domande dei pm ha ribadito la sua assoluta estraneità ai fatti e confida che la magistratura, aldilà del clamore mediatico, verifichi e accerti la sua assoluta estraneità. Io ho ricevuto incarico dal mio assistito di valutare eventuali azioni a tutela della sua reputazione” e nei confronti dei media, ha detto l’avvocato. 

Pagavano per fare i “turisti della guerra”

L’inchiesta sarebbe scaturita da un esposto presentato dal giornalista e scrittore Ezio Gavazzeni e dall’ex giudice Guido Salvini. Il primo avrebbe rintracciato anche alcuni dei protagonisti italiani che, da tutte le regioni del Nord, pagavano per potersi unire all’esercito serbo e sparare ai cittadini di Sarajevo dai grattacieli del quartiere Grbavica. Un orrendo safari umano per puro divertimento.

Nel 2022, al festival Ajb Doc, fu presentato il docufiml “Sarajevo Safari”, del regista sloveno Miran Zupanič, prodotto da Al Jazeera Balkans e Arsmedia, che parlava proprio di questo. L’ex sindaca di Sarajevo Benjamina Karić, anni fa, presentò una denuncia contro ignoti per individuare gli organizzatori e gli autori di questi allucinanti “safari”. Denuncia ora inclusa nel fascicolo aperto a Milano.

Da Magenta a Sarajevo

Secondo quanto riferito a luglio 2025 da East Journal, Magenta sarebbe stata una città di raccolta di questi turisti della guerra. Dal 1992 al 1994, dalla città dell’Ovest Milanese un pullman sarebbe partito una volta al mese verso Sarajevo, con raduno intermedio a Trieste. I partecipanti sarebbero stati per lo più di ideologia neofascista. Questi viaggi sarebbero stati possibili grazie a due organizzazioni parallele: una, di reclutamento, in Italia, della quale è possibile ci siano tracce negli archivi dei nostri servizi segreti; l’altra in loco, per convogliare verso Sarajevo questi “cecchini volontari”.

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Fonte: https://www.milanotoday.it/cronaca/presunto-cecchino-sarajevo-nega.html

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