Diritti LGBTI+, per la prima volta in Italia riconosciuta, dopo la morte, la madre intenzionale

Una vicenda unica di maternità intenzionale
TRIESTE, 5 febbraio 2026. Il Tribunale di Trieste, con sentenza del 5 dicembre 2025, ha riconosciuto la maternità di una donna deceduta, che aveva avuto due bambine grazie a un percorso di procreazione medicalmente assistita realizzato all’estero dalla propria compagna. La donna, malata di tumore, non era riuscita a riconoscere le figlie prima della sua morte.
Primo caso giudiziario di questo tipo
Si tratta del primo caso italiano in cui una vicenda di maternità intenzionale, basata sul consenso alla procreazione assistita, ha portato a una richiesta giudiziale di accertamento della filiazione nei confronti di una persona deceduta. La sentenza apre nuovi scenari nel riconoscimento dei diritti familiari delle coppie LGBTI+.
Il ruolo della Rete Lenford e degli avvocati
La vicenda è stata resa nota dalla Rete Lenford – Avvocatura per i Diritti LGBTI+ e dall’avvocata Patrizia Fiore, che ha seguito il caso pro bono, insieme alle colleghe Manuel Girola, Valentina Pontillo e Giulia Patrassi Leopardi. Fonte: Ansa



