Dissequestro cantiere di via Anfiteatro, Tribunale Riesame accoglie ricorsi costruttori



Il Tribunale del Riesame ha dissequestrato il cantiere Unico Brera di via Anfiteatro 7 a Milano, dove i costruttori Carlo e Stefano Rusconi intendono trasformare le macerie di due ruderi settecenteschi di 5 e 3 piani, demoliti nel 2006, in un palazzo a due corpi di 4 e 11 piani attraverso una Scia alternativa al permesso di costruire per “ristrutturazione edilizia”. 

Accolti dunque i ricorsi presentati dopo il sequestro del cantiere disposto dal gip Mattia Fiorentini ed eseguito dalla guardia di finanza l’11 dicembre 2025 nell’ambito di un’inchiesta con 27 indagati per lottizzazione abusiva.

Costruttori in buona fede

Il Tribunale del Riesame, da quanto si apprende, non ha ravvisato la sussistenza dell’elemento soggettivo, cioè la consapevolezza di costruttori e progettisti di violare norme urbanistiche ed edilizie, soprattutto dopo avere ottenuto i permessi dal Comune di Milano e, nel 2021 e 2022, anche due sentenze favorevoli da parte di Tar e Consiglio di Stato. Su questo aspetto avevano puntato gli avvocati dei costruttori nel loro ricorso, sottolineando che, dopo due pronunce favorevoli da parte dei giudici amministrativi, non avrebbero mai immaginato un’imputazione per abuso edilizio.

Il dilemma sulla ristrutturazione

Secondo il Tar, infatti, era consentito applicare una nozione estensiva del termine “ristrutturazione”, in base alla Legge Lupi del 2013 e a successivi provvedimenti del 2020 e del 2022, anche se la demolizione dei manufatti era avvenuta ben dieci anni prima che si intraprendesse il percorso per l’edificazione del nuovo palazzo. 

Il Consiglio di Stato aveva ritenuto valida l’applicazione della “ristrutturazione” poiché l’amministrazione comunale aveva sempre coltivato la decisione di consentire un’edificazione di case popolari nello spazio lasciato libero demolendo i ruderi. Ma questa edificazione non si era mai realizzata, e alla fine il Comune aveva ceduto il lotto a un fondo di Bnp Paribas per la sua valorizzazione.

La decisione su via Fauché

E questo nonostante una più recente sentenza del Consiglio di Stato, dei mesi scorsi, su via Fauché, per la quale la ristrutturazione richiede la contestualità tra l’abbattimento e la ricostruzione, senza che ci sia una specie di “credito di volumi” che i costruttori possono spendere anche dopo tanti anni. In seguito a quella sentenza, il Comune si è trovato obbligato a ordinare la demolizione di quel cantiere.



Fonte: https://www.milanotoday.it/attualita/dissequestro-cantiere-anfiteatro.html

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