Quanto si risparmia a Milano portando la schiscetta in ufficio (spoiler: tanto)


Risparmia 263 euro al mese chi si porta la “schiscia” in ufficio A Milano. Non proprio una cifra bassa, dato che all’anno sono circa 3.200 euro. Non solo, la metropoli lombarda è tra le città italiane dove conviene di più portarsi il pranzo da casa.
I dati emergono da un’analisi di Bravo, una fintech che si occupa di gestione del debito, che ha confrontato il costo della pausa pranzo fuori con quello del pranzo preparato a casa.
Le città dove si risparmia di più con la schiscia
In termini assoluti, le città dove portarsi il pranzo da casa fa risparmiare di più sono concentrate al Nord. Milano, Monza-Brianza, Parma, Modena e Bologna guidano la classifica con un risparmio annuo di 3.630€ ciascuna.
Milano, con una retribuzione mensile lorda di circa 2.780€ (la più alta d’Italia), rappresenta il caso emblematico di come il peso della spesa alimentare quotidiana resti rilevante anche con stipendi più alti. Sul fronte opposto, tutte le città del Sud e alcune del Centro si attestano sui 2.760€ all’anno di potenziale risparmio. Il minor risparmio in valore assoluto è dovuto principalmente al costo più basso del pranzo fuori, che rende la differenza con la “schiscia” meno marcata in termini monetari, ma comunque significativa rispetto al reddito locale.
Dove si risparmia di più (in percentuale rispetto al reddito)
Se si analizza il risparmio non in valore assoluto, ma in percentuale sulla retribuzione mensile lorda, la classifica si ribalta completamente. Vibo Valentia conquista il primo posto: qui chi si porta il pranzo da casa risparmia il 22,3% della propria busta paga mensile, circa 243€ su 1.090€ di retribuzione lorda. Seguono Grosseto (21,5%) e Imperia (21%). Queste sono le città dove rinunciare al pranzo fuori ha l’impatto più significativo sul bilancio familiare in termini relativi.
Milano, nonostante sia in testa per risparmio assoluto, si posiziona ultima nella classifica percentuale con appena il 10,8%: pur essendo il risparmio elevato in valore assoluto, pesa meno rispetto a una busta paga più alta. In molte città del Sud e in alcuni centri più piccoli del Centro-Nord, l’incidenza della “schiscia” sul budget mensile è decisamente più rilevante.
“L’educazione finanziaria parte dalle piccole cose”
“A volte l’educazione finanziaria non riguarda investimenti o grandi prestiti, ma anche le piccole scelte quotidiane – ha dichiarato Santiago Onate Verduzco, country manager di Bravo in Italia -. Portarsi il pranzo da casa invece di mangiare fuori può sembrare un gesto banale, ma nell’arco di un anno si traduce in un risparmio di quasi due mesi di stipendio. È esattamente il tipo di consapevolezza che in parte manca nel Paese. Spesso il sovraindebitamento nasce proprio da qui, dall’accumulo di piccole spese che sembrano irrilevanti ma che nel tempo diventano insostenibili. Non si tratta di fattori culturali o di scarsa istruzione, ma di una banale mancanza di consapevolezza sulle spese quotidiane e dell’assenza di una pianificazione chiara degli obiettivi di risparmio”.
Fonte: https://www.milanotoday.it/economia/quanto-risparmia-schiscia-2025.html



