“Abbiamo creato sviluppo per il futuro”



La città di Agrigento ha ceduto lo scettro di Capitale italiana della cultura a L’Aquila che sarà detentrice del titolo per l’anno in corso. La cerimonia di avvicendamento si è svolta in un teatro Pirandello semi deserto, fra le assenze istituzionali, forse più di altre, hanno pesato quelle dei sindaci dei 43 Comuni. In modo particolare quella del primo cittadino di Lampedusa, isola quest’ultima che nel dossier di candidatura, per il suo storico impegno dell’accoglienza, aveva avuto un ruolo fondamentale nell’assegnazione del titolo. 

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Cinque soltanto le fasce tricolori presenti in platea ai quali si aggiungono quella del sindaco di Agrigento, Franco Miccichè e dei suoi colleghi de L’Aquila, Pierluigi Biondi, e di Gorizia (Capitale europea della cultura 2025), Rodolfo Ziberna. Visibilmente emozionato Franco Miccichè che ai microfoni di AgrigentoNotizie dice: “Lasciamo tanto alla città perché abbiamo creato le basi per il futuro, quello odierno non è un punto di arrivo ma di partenza per chi verrà dopo di me”. Un’eredità pesante quella acquisita oggi dal sindaco de L’Aquila che il prossimo 17 gennaio accoglierà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per l’avvio ufficiale del suo anno della cultura. “L’Aquila si sta preparando con grande entusiasmo – dice l’amministratore abruzzese – sembra come se il titolo di Capitale della cultura sia uno strumento identitario e di orgoglio dopo tutto quello che abbiamo passato. Cercheremo di sbagliare il meno possibile. Una battuta ironica il sindaco de L’Aquila Biondi l’ha fatta anche per uno dei tanti degli episodi che hanno fatto parlare di Agrigento Capitale della cultura, ovvero quello dei tombini asfaltati. “Può diventare – dice in merito Pierluigi Biondi – anche un elemento caratterizzante”.

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Per la Regione, era presente l’assessore dei Beni culturali, Francesco Scarpinato, che ha rimarcato l’impegno assunto dal governo Schifani nella gestione degli eventi. “La Regione è stata vicina al Comune e a tutti i protagonisti, abbiamo dato cuore e anima e lavorato con impegno, abnegazione e sacrificio per rendere grande Agrigento e la Sicilia”. L’ex prefetto di Palermo, Maria Teresa Cucinotta subentrata in corso d’opera al dimissionario presidente della Fondazione Agrigento 2025, Giacomo Minio, ha invece voluto evidenziare la rilevanza culturale delle iniziative svolte.

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“Il 2025 è stato un anno di lavoro intenso, complesso e spesso faticoso – dice il presidente della Fondazione Agrigento2025 Cucinotta – accanto ai risultati organizzativi, ciò che considero più significativo è stato il riscontro delle scuole, delle associazioni e degli operatori che hanno partecipato e sostenuto le iniziative durante tutto l’anno. Agrigento ha dimostrato di avere una domanda reale di cultura e di essere pronta a investire in un percorso di crescita che non si esaurisce con il 2025, ma che da qui può continuare”. 

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Non è trascorso neanche un anno dal 18 gennaio 2025 quando l’arrivo al teatro Pirandello del presidente Mattarella aveva portato una ventata di entusiasmo, nonostante le polemiche che anticiparono la visita presidenziale. In occasione dell’inaugurazione dell’anno della cultura, non c’era ancora un programma definito delle iniziative che si sarebbero svolte, calendario delle attività che oggi, sabato 10 gennaio 2026, sono state raccolte in un volume che è stato distribuito alle persone che hanno assistito alla cerimonia ufficiale di chiusura. Un report analitico dei 1110 eventi complessivi che si sono svolti, ma di cui probabilmente poca memoria rimarrà in città.

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Fonte: https://www.agrigentonotizie.it/attualita/passaggio-titolo-capitale-italiana-cultura-2026-aquila.html

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