deciso pugno duro contro gli acquascooter



Non sono certo una novità. Ogni estate è sempre stata, anzi, la stessa storia. Gli acquascooter scorrazzano, a pochi metri dall’arenile, talvolta addirittura a pochi centimetri dai bagnanti che rischiano grosso, anzi di più. Quest’anno però si cambia. O almeno si proverà a ripristinare le regole. Durante uno degli ultimi comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal prefetto Filippo Romano, è stata pianificata un’attività coordinata dalla questura. Ci saranno pattuglie a mare e a terra, in borghese, che cercheranno di beccare quanti, spesso senza neanche la patente nautica, imperversano vicino alla riva, pavoneggiandosi e mettendo a rischio appunto l’incolumità dei bagnanti. E verrà fatto a San Leone, alla Scala dei Turchi, nelle acque di Licata e a Le Pergole, ossia in quei punti di mare che, fino a ora, sono risultati quelli più frequentati dagli acquascooter. 

Le moto d’acqua, da normale strumento da diporto, nel corso degli anni è diventato un simbolo. E pur di averlo, in tanti, lo utilizzano senza alcun titolo, infischiandosene anche degli spazi in cui è previsto che possa muoversi. E può farlo nei corridoi, ove presenti, di avvicinamento alla riva e a distanza di almeno 500 metri dal bagnasciuga. 

IL VIDEO. Scala dei turchi, il video-denuncia: “Con le barche raccolgono abusivamente i turisti sulla riva”

Il tavolo tecnico, che verrà organizzato nei prossimi giorni in questura, definirà il piano operativo che servirà a garantire legalità e piena, totale, sicurezza. Durante la seduta del comitato, ancora una volta il prefetto Filippo Romano ha chiesto che i controlli sugli stabilimenti balneari e sui lidi avvengano in maniera concentrata, in modo da evitare – innanzitutto – che tre diverse forze di polizia vadano a controllare più volte lo stesso posto, mentre magari qualche altro gestore più fortunato rimane esente da controlli. Rispettando il codice dei diritti del contribuente, occorre inoltre evitare – ha ricordato la massima autorità governativa – di accedere in stabilimenti o lidi con grande impatto, spaventando o allarmando la clientela. L’idea è quella di fare questo genere di controlli in maniera soft, ma senza nulla togliere all’efficacia perché “chi sbaglia – è stato ribadito durante il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica – paga”. 

Già a fine maggio scorso, era stato stabilito – sempre durante un comitato in prefettura – che dovevano essere rifatti i controlli per arginare l’abusivismo commerciale, sia sul “fronte” dei migranti venditori ambulanti che sicuramente non rendono decoroso il lungomare, sia su quello – ritenuto più rischioso ed economicamente compromettente – dei venditori di alcolici che arrivano con improvvisati chioschetti o con la motoape, mettono musica a tutto volume e danneggiano quanti invece pagano le tasse per poter lavorare in regola. 

Il prefetto aveva già incaricato il Comune di verificare se, fra i migranti venditori ambulanti abituati a lavorare sul lungomare, vi siano licenze o se sia possibile dar loro autorizzazione al commercio. Dovrebbe essere valutata la concessione, un numero congruo, di licenze. E questo per far capire che chi lavora onestamente potrà continuare a farlo, per garantire decoro e spezzare la “massa umana” di venditori ambulanti abusivi. 

Movida sicura: “guerra” ai chioschetti abusivi a San Leone

Prefettura e forze dell’ordine aiuteranno – questo l’obiettivo sinergico che si intende realizzare – i commercianti e loro contribuiranno a mantenere l’ordine pubblico. 

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Fonte: https://www.agrigentonotizie.it/cronaca/acquascooter-controlli-mare-questura-controlli-borghese-terra-mare-giugno-2024.html

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