Giorno del Ricordo, due appuntamenti a Ravenna tra memoria storica e commemorazione

Un incontro di approfondimento storico e una cerimonia pubblica nel luogo che accolse i profughi giuliano-dalmati. Ravenna celebra il Giorno del Ricordo con due iniziative in programma tra sabato 7 e martedì 10 febbraio, dedicate alla memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo che, nel secondo dopoguerra, coinvolse migliaia di italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia.
Il primo appuntamento è fissato per sabato 7 febbraio, alle 10, nella sala Spadolini della Biblioteca Oriani, in via Corrado Ricci 26. Qui verrà presentato il volume Italianità adriatica – Le origini, il 1945, la catastrofe, con un collegamento online con l’autore Raoul Pupo, tra i maggiori studiosi della vicenda del confine orientale.
A condurre l’incontro saranno Alessandro Luparini, direttore della Fondazione Casa di Oriani, e Giuseppe Masetti, direttore dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea in Ravenna e provincia. L’iniziativa è promossa dall’ISREC Ravenna e dalla Fondazione Casa di Oriani, con il patrocinio del Comune di Ravenna.
Il secondo momento si terrà martedì 10 febbraio, giornata ufficiale del Ricordo, con una cerimonia commemorativa organizzata dal Comune di Ravenna a Marina di Ravenna. Alle 10, nella sede dell’ufficio decentrato di largo Magnavacchi 5, è previsto l’omaggio alla lapide dedicata ai profughi giuliani e dalmati accolti nella località ravennate tra gli anni Cinquanta e Sessanta. La commemorazione proseguirà poi nel Giardino Norma Cossetto, tra viale Ciro Menotti e viale Zara.
Sono previsti i saluti di Licia Suprani, presidente del Consiglio territoriale del Mare, e l’intervento del vicesindaco Eugenio Fusignani. Alla cerimonia parteciperanno anche gli alunni della scuola secondaria di primo grado “Enrico Mattei” di Marina di Ravenna, a sottolineare il valore educativo e civile della ricorrenza.
Il Giorno del Ricordo, istituito per conservare e rinnovare la memoria della tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, rappresenta un’occasione per riflettere su una pagina complessa della storia del Novecento e per trasmetterne la conoscenza alle nuove generazioni, attraverso lo studio e la partecipazione pubblica.



