Il piccolo Haron unisce l’Italia: da Sciacca a Macerata un abbraccio che commuove


Un viaggio che parte dalla Sicilia e arriva nelle Marche, attraversando il Paese nel nome della solidarietà. È quello che ha unito Sciacca e Macerata attraverso la storia di Haron Leoperdi, bambino scomparso a soli sette anni, la cui breve vita continua a generare attenzione, partecipazione e impegno condiviso.
Per la prima volta lo spettacolo “Burattino di legno, anima di vento”, promosso dall’associazione Discobolo Sciacca, è approdato a Macerata portando con sé un messaggio che va oltre i confini geografici. Un racconto che ha trasformato il dolore in testimonianza, diventando simbolo di tutte quelle bambine e quei bambini che convivono ogni giorno con fragilità fisiche e difficoltà insieme alle loro famiglie.
L’evento ha registrato una partecipazione ampia e sentita. Il cine-teatro Italia era gremito in ogni ordine di posto, con un pubblico attento e profondamente coinvolto, alla presenza delle autorità locali. Una risposta che ha confermato la forza di una storia capace di parlare a comunità diverse, unite dalla stessa sensibilità.
La narrazione, affidata alla voce di Tiziana Maniscalco, ha ripercorso con delicatezza l’esperienza di Haron e il percorso della sua famiglia. Sul palco ha preso forma il racconto di come il padre Francesco Leoperdi e la madre Arianna Ciucciabbiano scelto di trasformare una perdita dolorosa in un’occasione di condivisione, apertura e impegno verso gli altri.
Diretto da Giuseppe Simone Vullo con le coreografie di Marinella Riggio, lo spettacolo ha coinvolto anche le atlete di Ginnastica Macerata e numerosi studenti, rafforzando il legame tra arte, sport e dimensione educativa. Un intreccio che ha reso visibile quel “ponte” umano evocato da più voci, capace di unire territori lontani attraverso il linguaggio universale dell’inclusione e della solidarietà.
La storia di Haron, affidata al vento dei palloncini e alla forza della memoria, continua così a vivere. Non come semplice ricordo ma come messaggio attivo di speranza, capace di attraversare l’Italia e di ricordare che anche le vite più brevi possono lasciare un segno profondo e duraturo.
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