La lunga ondata di calore continua almeno fino al 20 luglio, ma anche agosto sarà bollente. In 20 anni perso il 25% delle piogge estive


Siamo nel picco di una lunga ondata di calore, iniziata l’8 luglio e che sembra aver tutte le intenzioni di durare quanto meno fino a domenica. Le rilevazioni parlano di temperature minime over 20°C su tutte le pianure della regione. La località più calda stamattina è stata Roncofreddo, in provincia di Forlì-Cesena, con +27.0°C di minima, di poco distanziata dai 26.6°C di Bertinoro. Ma alle 11:25 sono stati registrati +34°C anche a Faenza, Cesenatico, Rimini, San Giovanni in Marignano, Solarolo, Filo di Argenta e altre località dell’entroterra.

La prossima settimana però non promette niente di più fresco, anzi: dopo una brevissima parentesi tra domenica e lunedì, quando le temperature dovrebbero abbassarsi, ma di un grado o due appena, si torna ai livelli attuali, quanto meno fino al 20. Da lì in poi il grado di incertezza aumenta e fare previsioni realistiche non è sensato. Quel che è certo è che anche l’estate 2024 sarà davvero calda: andrà verificato se solo sopra la media o estremamente calda, ma di certo bollente.

“Nella giornata di ieri abbiamo avuto temperature massime tra i 36 e i 37 gradi su tutto il lughese, il faentino e anche nel forlivese occidentale. Qualcosa in meno sulla costa per l’effetto mitigatore del mare, ma anche a Ravenna città ci sono stati 36 gradi”. A parlare è il meteorologo di AMPRO, Pierluigi Randi, che aggiunge: “Le massime di questo periodo dovrebbero attestarsi sui 30-31 gradi, quindi siamo di parecchio sopra la media, ma non stiamo ancora parlando di valori record. Le estati più estreme in Romagna sono state quelle del 2007-2012-2022, quando si sono raggiunti anche i 40-41 gradi”.

Ad aggravare la situazione e peggiorare il disagio percepito, ci si mette anche l’umidità: “È un caldo molto intenso e afoso – prosegue Randi -. Ieri pomeriggio in molte zone l’umidità dell’aria è stata rilevata sopra il 50%. Questo elemento fa schizzare l’indice di calore, quel dato che mette in relazione la temperatura con l’umidità dell’aria, qualcosa che possiamo avvicinare a quel che si dice la “temperatura percepita”. Ieri si è attestato sopra i 40 gradi”.

Secondo le previsioni del meteorologo, siamo nel clou di questa prima fase: oggi, venerdì e sabato sarà ancora molto, molto caldo. Anche di notte, quando le temperature si sono attestate e continueranno a farlo, attorno ai 25 gradi in città e poco di meno fuori, creando le condizioni per quella che viene chiamata “notte tropicale”, una temperatura che non scende sotto i 20 gradi. Da due giorni succede.

Randi precisa che questa “è un’ondata di caldo molto lunga, in passato duravano non più di 3-4 giorni. Ora è consuetudine che quasi tutte superino la settimana e più. Anche nel luglio del 1983 ci fu un’ondata di calore molto lunga, ma fu un’eccezione. Ora è la regola”.

Anche se dal 20 luglio in poi è più difficile sapere cosa accadrà, una previsione di scenario ci porta ad immaginare un prosieguo dell’estate simile a quanto successo fino ad ora. “Più probabili ondate di caldo, anche molto intense, al Sud, in parte al centro, sul versante Adriatico e sui Balcani, dove farà veramente caldo. Meno sull’Europa nord-occidentale come Francia e Regno Unito. Il maggior rischio di ondate di calore si concentra sulla parte sud-orientale del Mediterraneo. Sicuramente sarà un’estate più calda del normale, perché ormai lo sono tutte. Si tratta solo di capire se sarà estrema o meno. Per capirsi, quella del 2022 è stata la seconda estate più calda, dopo quella del 2003 e queste le possiamo definire estreme. Quella dell’anno scorso la possiamo definire molto calda ma non estrema e quella del 2024 potrebbe assomigliarle”.

Controllando sugli annali, l’ultima estate in media con le temperature della serie climatologica è quella del 2014, da lì in avanti, sono tutte state molto calde. Le estati fresche sono ormai solo un ricordo. Potranno anche occasionalmente tornare, ma saranno eccezioni.

Un dato su tutti fa capire i rischi a cui si va incontro con l’aumento delle temperature, oltre i livelli del nostro clima: dal 2000 ad oggi abbiamo perso un quarto delle precipitazioni, cioè piove il 25% in meno in estate, con tutto quello che significa a livello di approvvigionamento idrico per gli usi umani, ma soprattutto per l’agricoltura.

Un altro numero che accende un faro sul cambiamento climatico è quello delle temperature: “Dagli anni ‘80 – spiega Randi – sono cresciute a livello globale di 0,8°, ma nel bacino del Mediterraneo, Italia compresa, si viaggia a velocità doppia: si parla di 1,7° in più”.

Temperature più elevate creano anche le condizioni per l’importazione e la proliferazione di insetti non autoctoni, possibili vettori di malattie, un tempo considerate solo tropicali. È il caso della zanzara che trasmette la Dengue, oggi più facilmente rintracciabile anche alle nostre latitudini.

Dati che indicano la necessità di correre ai ripari e approntare, quanto meno, misure di contrasto ai cambiamenti climatici in atto, perché indietro non si torna.





Fonte: https://www.ravennanotizie.it/cronaca/2024/07/11/la-lunga-ondata-di-calore-continua-almeno-fino-al-20-luglio-ma-anche-agosto-sara-bollente-in-20-anni-perso-il-25-delle-piogge-estive/

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