“La Sicilia ostaggio di scandali e malaffare”


“La Sicilia è ostaggio di scandali, inchieste e malaffare. In un Paese normale saremmo già ai titoli di coda”. Così la deputata Ida Carmina (M5S) dopo la convalida degli arresti per l’ex presidente Totò Cuffaro e alcuni dirigenti sanitari, nell’ambito dell’inchiesta sui concorsi pilotati. “Non è certamente solo Cuffaro il problema. Va rispettata la presunzione di innocenza, ma questo non può diventare l’alibi per restare immobili davanti a una politica che emana fetore di corruzione, clientelismo, favoritismi e totale assenza di etica pubblica”.
Per Carmina, la mancanza di etica pubblica “non riguarda solo la DC di Cuffaro, ma l’intera maggioranza che sostiene Schifani”, accusata di avere “preferito le poltrone alla dignità” non votando la mozione di sfiducia. “I lupi rapaci non vogliono ridare la parola agli elettori, ma sono tutti complici e partecipi del sistema. Alla incapacità di risolvere i problemi dei siciliani hanno aggiunto la totale mancanza di credibilità”.
La deputata sottolinea che “non serve attendere tre gradi di giudizio per dire che il degrado della classe politica di governo in Sicilia è moralmente e politicamente inaccettabile”. “Schifani è circondato da indagini, procedimenti e rinvii a giudizio che coinvolgono governo, Ars e maggioranza, con numeri inammissibili. E invece di scusarsi con i siciliani per il fango che soffoca la Regione, attacca le opposizioni”.
Carmina parla anche di un danno sociale: “Questo spettacolo indecoroso alimenta sfiducia, rassegnazione ed emigrazione. I nostri giovani migliori scappano da questa terra perché non sperano più. I siciliani non meritano una classe politica che pensa solo a sopravvivere tra scandali e processi”.
Infine, l’attacco alla premier: “E Meloni? Non dice nulla? Per molto meno il Governo ha sciolto consigli comunali in Sicilia, da ultimo Paternò. Ma davanti a un Parlamento e a un governo regionale zeppi di indagati e rinviati a giudizio, non si muove nulla. Meloni eserciti le sue prerogative: lo Statuto siciliano è stato calpestato. Proponga al Presidente della Repubblica lo scioglimento dell’Ars ai sensi dell’articolo 126 della Costituzione. Questo Parlamento non ha più credibilità per governare la Sicilia per altri due anni. Basta cinismo, basta ipocrisie”.
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