l’apertura dei negoziati di adesione all’Unione europea diventa realtà


L’apertura dei negoziati di adesione all’Ue diventa realtà per l’Ucraina. A margine del Consiglio Affari generali a Lussemburgo, infatti, si è svolta oggi la prima Conferenza istituzionale Ue-Ucraina che ha di fatto ufficializzato l’inizio dei negoziati di adesione per Kiev. “Una giornata storica”, come è stata definita più volte nell’arco della giornata, sia dalla ministra degli Esteri belga, in rappresentanza della presidenza belga dell’Ue, Hadja Lahbib, che dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel. L’apertura della prima Conferenza intergovernativa arriva dopo la decisione del Consiglio europeo, che nel dicembre scorso aveva approvato l’apertura dei negoziati per Kiev, a seguito di vari passaggi e della richiesta di ingresso avanzata appena 4 giorni dopo l’inizio dell’invasione russa. “Questo è il risultato degli enormi sforzi di riforma compiuti dall’Ucraina. Quando si segue la volontà del popolo e la democrazia viene messa in pratica, si vedono i frutti di un vero progresso”, ha commentato Michel tramite una dichiarazione scritta. “Questo 25 giugno entrerà nella storia dell’Unione europea e sono molto contenta che si sia svolto sotto la presidenza belga”, ha invece affermato la ministra belga Lahbib nel corso di un punto stampa a Lussemburgo.

Un processo che però è ancora lungo. La prima conferenza intergovernativa è infatti il primo passo ufficiale dei negoziati, in cui il paese candidato si prepara ad attuare le leggi e le norme dell’Ue, note anche come acquis. Nel corso dei negoziati, la Commissione monitorerà i progressi compiuti dallo Stato candidato in merito alle riforme da intraprendere e informerà il Consiglio e il Parlamento europeo attraverso relazioni e comunicazioni periodiche. Una volta conclusi i negoziati, la Commissione formulerà un parere sulla preparazione del Paese a diventare uno Stato membro. Se l’esecutivo Ue concluderà che l’Ucraina è pronta, verrà elaborato un trattato di adesione, che illustrerà nel dettaglio i termini e le condizioni di adesione. Il trattato di adesione dovrà poi essere approvato dalla Commissione europea, dal Consiglio europeo e dal Parlamento Ue, prima di essere firmato e ratificato da tutti gli Stati membri dell’Ue e dal Paese candidato. “Credo che questo sia anche un chiaro segnale a Vladimir Putin, che ha cercato di indebolire l’Ucraina, di confiscare il suo futuro, di scegliere il suo futuro al posto degli ucraini, che al contrario si stanno solo avvicinando all’Unione europea e a questo futuro con noi, con i 27, che domani potrebbero essere 33 o 35”, ha affermato ancora Lahbib in un punto stampa.

“Naturalmente, c’è ancora del lavoro da fare – ha sottolineato Lahbib -. Il quadro negoziale, che vi presentiamo oggi tiene conto dell’esperienza dei passati allargamenti e dei negoziati di adesione in corso, nonché dell’evoluzione dell’acquis dell’Ue, e riflette debitamente i meriti e le caratteristiche specifiche dell’Ucraina. I negoziati mirano a far sì che l’Ucraina adotti integralmente l’acquis dell’Ue e ne garantisca la piena attuazione e applicazione”, ha poi aggiunto. L’Ucraina dovrà quindi abbracciare pienamente e continuare ad attuare le riforme nei settori dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali, del rafforzamento delle istituzioni democratiche e della riforma della pubblica amministrazione, nonché dei criteri economici. Particolare attenzione dovrà essere prestata alla riforma giudiziaria, alla lotta alla corruzione e alla protezione e al trattamento non discriminatorio delle persone appartenenti a minoranze nazionali. Per garantire l’irreversibilità dei progressi in questi settori e la loro piena ed effettiva attuazione, i progressi continueranno ad essere attentamente monitorati dalla Commissione, che ne riferirà regolarmente al Consiglio. La durata dei negoziati, come specificato sia da Lahbib che dal commissario europeo per l’allargamento e il vicinato, Oliver Varhelyi, dipenderà poi dai progressi nell’applicazione delle riforme richieste a Kiev.

“Ciò consentirà di avere tempo sufficiente per creare la legislazione necessaria, le istituzioni e una solida esperienza di attuazione prima della chiusura dei negoziati. Le relazioni di screening che la Commissione preparerà forniranno indicazioni sostanziali, anche sui compiti da affrontare nelle tabelle di marcia che le autorità ucraine dovranno adottare”, ha infatti specificato la ministra belga. Importante, infine, anche l’allineamento alla politica estera e di sicurezza comune europea, definito un aspetto chiave del processo di integrazione, che Kiev sta già portando avanti dallo scoppio della guerra contro la Russia. “Ci aspettiamo che l’Ucraina continui a comunicare strategicamente i benefici e gli obblighi del processo di adesione e dell’appartenenza all’Ue al suo pubblico, affrontando anche la disinformazione, in conformità con la sua scelta strategica pro-europea”, ha quindi ribadito Lahbib nel corso della giornata, dichiarandosi comunque fiduciosa sul futuro impegno di Kiev.

Soddisfazione, ovviamente, espressa a pieno titolo anche dalla controparte ucraina, con la vicepremier Olga Stefanishyna presente a Lussemburgo. “L’Ucraina deve ancora lavorare molto per diventare membro a pieno titolo dell’Ue, ma la decisione principale in questo processo è già stata presa oggi”, ha detto nel corso di una conferenza stampa a margine della Conferenza intergovernativa. “Sono davvero grata alla Commissione europea per essersi assicurata che siano state tratte le giuste conclusioni” e si sia valutato che “l’Ucraina ha rispettato i suoi impegni”, ha aggiunto la vicepremier. “Davanti a noi abbiamo un processo molto dinamico e molto impegnativo, che confermerà l’impegno dell’Ucraina per continuare le sue trasformazioni democratiche”, ha proseguito Stefanishyna, confermando che il governo presenterà adesso la tabella di marcia per il prossimo futuro.

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Fonte: https://www.agenzianova.com/news/ucraina-lapertura-dei-negoziati-di-adesione-allunione-europea-diventa-realta/

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