“Lo sviluppo del Sud è un vantaggio per tutta la Nazione, vera locomotiva d’Italia”

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Continuiamo ad essere convinti che “lo sviluppo del Sud sia un vantaggio per tutta la Nazione e che il suo sviluppo non vada a scapito di nessuno”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un messaggio inviato in occasione del convegno internazionale “Le sfide del futuro nel Sud, in Italia e in Europa” promosso da Movimento Cristiano Lavoratori, a Bari.
“Quando poco meno di tre anni fa ci siamo insediati alla guida della Nazione abbiamo fatto una scelta di campo: credere e investire nel protagonismo e nell’orgoglio del Sud, dando alle sue imprese e ai suoi lavoratori la concreta possibilità di misurarsi ad armi pari con il resto d’Italia”, ha sottolineato Meloni, che ha aggiunto: “Abbiamo detto basta alle disastrose politiche assistenzialiste che avevamo ereditato, e abbiamo risposto con infrastrutture, lavoro, merito. E con strumenti innovativi e di forte impatto sul fronte economico ed occupazionale, come la Zes Unica”. “Con il decreto Sud e Coesione, il governo ha riorganizzato il Fondo di sviluppo e coesione – destinato per l’80 per cento alle Regioni del Mezzogiorno – e ha costruito un nuovo strumento programmatico e operativo: gli accordi di coesione”.
“Il governo – ha proseguito Meloni – ha approvato, inoltre, la riforma delle politiche di coesione finanziata dai fondi strutturali e che si concentra su settori strategici come le risorse idriche, la gestione dei rifiuti, i trasporti sostenibili e l’energia, con l’obiettivo di accelerare l’attuazione degli interventi e migliorare il coordinamento tra politiche nazionali ed europee. Anche grazie a queste scelte, agli investimenti nelle infrastrutture, alla spinta del Pnrr e alle politiche per incentivare l’occupazione, ma soprattutto grazie al dinamismo e all’intraprendenza delle imprese e dei lavoratori del Mezzogiorno, oggi il Sud non è più il fanalino di coda ma si è trasformato nella vera locomotiva d’Italia. A dircelo – ha concluso – sono i dati: anche nel 2024, sia il Pil che l’occupazione nel Mezzogiorno sono cresciuti più della media nazionale. Nel secondo trimestre 2025, il tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni nel Sud ha superato per la prima volta il 50 per cento, raggiungendo il dato più alto dall’inizio delle serie storiche dell’Istat nel 2004. È un quadro molto incoraggiante, che non consideriamo un punto di arrivo ma di partenza”.
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