“Mi sento in forma come 50 anni fa. Spero che un giorno si parli di me come di Lincoln e George Washington”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha commentato i dubbi talvolta sollevati da commentatori e suoi oppositori politici in merito al suo stato di salute, dicendo di sentirsi in piena forma. “Sto benissimo”, ha detto il presidente durante un’intervista all’emittente televisiva “Nbc News”. “Fisicamente e mentalmente, mi sento come 50 anni fa. Arriverà un momento in cui non potrò darti questa stessa risposta, ma quel momento non è ancora arrivato”, ha aggiunto il presidente rivolgendosi al suo intervistatore. Trump ha detto anche di sperare che un giorno si parli di lui come di grandi presidenti come Abraham Lincoln e George Washington: “Tutto quello che so è che è un grande onore. Tutti gridano ‘Goat’, ‘Goat’ (acronimo inglese di “Il più grande di tutti i tempi”). Spero abbiano ragione, non per me ma per il Paese”.
Il presidente degli Stati Uniti ha ribadito di aver piena fiducia nella segretaria alla Sicurezza interna Kristy Noem. Nel corso dell’intervista, Trump ha detto: “Il confine è chiuso. Sulla criminalità abbiamo i dati migliori da 125 anni a questa parte. Non le riconoscono il merito per il lavoro che sta facendo”, ha detto Trump. L’inquilino della Casa Bianca ha anche difeso le operazioni di contrasto all’immigrazione intraprese dalla sua amministrazione: “Siamo totalmente concentrati sui criminali, criminali molto cattivi. Abbiamo 11.888 assassini che (l’ex presidente Joe) Biden e il suo gruppo hanno lasciato entrare nel nostro Paese. Ne abbiamo catturati molti, e rimandati indietro alcuni. Stiamo dando la caccia a queste persone”. Trump ha detto anche che la sua amministrazione intende concentrare le operazioni di sicurezza pubblica “in cinque città”, ma che “vorremmo essere invitati. Potremmo rendere Chicago una città sicura come Washington, come tutti questi altri posti dove siamo stati. Li annunceremo molto presto”.
Trump ha definito un errore l’uccisione da parte di agenti federali dei manifestanti 37enni Renee Good e Alex Pretti durante le operazioni contro l’immigrazione irregolare a Minneapolis. Il presidente Usa ha detto che i due manifestanti “non erano angeli”, ma che la loro morte è stato un errore. “Non sono contento dei due episodi”, ha detto Trump. “Lui non era un angelo e lei non era un angelo. Ma non sono contento di quello che è successo. Nessuno può esserlo, e nemmeno l’Agenzia per il controllo delle dogane e l’immigrazione (Ice) è stata felice”. Alla domanda se quanto accaduto fosse giustificato, il presidente ha risposto: “No. Non sarebbe dovuto succedere. È stato un episodio molto triste, anzi due episodi”. Trump ha difeso però anche l’operato degli agenti federali, definendoli “persone forti e determinate”, costrette a esserlo perché “si ha a che fare con criminali incalliti”. “Sarò sempre dalla parte della nostra grande gente delle forze dell’ordine. Dobbiamo sostenerle. Se non lo facciamo, non abbiamo un Paese”, ha detto Trump.
Nel corso dell’intervista, il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che la sua amministrazione è in contatto con le autorità di Cuba. “Con Cuba stiamo parlando. Abbiamo decine di migliaia di persone che sono state costrette ad andarsene, e forse vogliono tornare”, ha affermato Trump. Queste persone, ha detto, “avranno questa scelta. Per anni hanno parlato di questa possibilità, e ora sta accadendo”.
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