Polemica su Più libri più liberi, il Comune di Roma non partecipa all’inaugurazione


Il Comune di Roma non parteciperà all’inaugurazione della fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi, che inizia domani e va avanti fino all’otto dicembre al centro congressi La Nuvola all’Eur di Roma. Al centro dello scontro c’è la partecipazione alla kermesse culturale di una casa editrice, Passaggio al bosco, ritenuta d’ispirazione neofascista. Tra i primi a sollevare la questione c’è stato l’esponente del Partito democratico, Emanuele Fiano, ma gli hanno fatto eco in tanti, inclusa la Cgil e l’Associazione nazionale partigiani italiani, tanto che ieri una novantina di scrittori e intellettuali hanno rivolto un appello all’Associazione italiana editori. E così domani alle 10:30, al taglio del nastro, non sarà presente l’assessore alla Cultura, Massimiliano Smeriglio, né tantomeno il sindaco Roberto Gualtieri o altri esponenti della giunta capitolina. A spiegare la scelta è stato l’assessore Smeriglio. “Ci spiace ma c’è un punto di dissenso che non ci permette di inaugurare la fiera Più Libri più liberi, per questo non saremo alla conferenza stampa di apertura – ha spiegato Smeriglio -. Ci spiace perché lavoriamo e sosteniamo la fiera con convinzione. E continueremo a farlo. Tuttavia, con tutto il rispetto che si conviene agli organizzatori, abbiamo un’idea diversa in merito alla gestione di un catalogo esplicitamente neofascista, razzista e antisemita. Come dimostrano alcuni titoli in catalogo dell’editore Passaggio nel bosco, tra questi, ‘Corneliu Zelea Codreanu’ di Yves Morel; ‘Camerata. Il mio onore si chiama fedeltà’ di Rudolf Kinau e ancora ‘Audacia, scritti e discorsi di Benito Mussolini, per i giovani degli istituti militari’. Nulla a che vedere con la tradizione della destra italiana. E l’antifascismo è per noi un vincolo costituzionale e la volontà insuperabile di rispettare Roma medaglia d’oro al valor militare per la resistenza. Manteniamo comunque la nostra presenza alla fiera come amministrazione comunale e con le istituzioni Biblioteche, per rispetto verso gli organizzatori, gli operatori e i cittadini”.

Poco prima il fumettista, da sempre vicino all’associazionismo di sinistra, Zerocalcare aveva motivato così la sua rinuncia sui social network: “Purtroppo non sarò alla fiera romana Più libri più liberi. Purtroppo ognuno ci ha i suoi paletti, questo è il mio. Quando l’ho deciso, quindici anni fa, mi pareva semplicissimo da applicare. Oggi è una specie di campo minato. Penso che questo ci costringa a rifletterne insieme, di più, e in modo più efficace. Gente a cui voglio bene ha fatto scelte diverse, sono sicuro che sapranno far sentire le loro voci e faccio il tifo per loro. Mi spiace davvero per chi veniva apposta, cercheremo di trovare un’altra occasione per chi voleva un disegnetto sul libro nuovo”. Il riferimento implicito, anche in questo caso, era alla partecipazione alla stessa kermesse culturale della casa editrice Passaggio al bosco. Nell’appello firmato dagli scrittori e inviato all’Associazione italiana editori la società è descritta come un “progetto apologetico che dipinge la temperie dei fascismi europei, anche nei loro aspetti più violenti, persecutori e sanguinari, come un’esperienza eroica da cui trarre esempio”. Sul punto dall’Aie avevano fatto sapere che l’editore aveva firmato gli impegni, così come gli altri editori presenti negli stand della fiera.

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Fonte: https://www.agenzianova.com/news/polemica-su-piu-libri-piu-liberi-il-comune-di-roma-non-partecipa-allinaugurazione/

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