salta la seduta e scoppia il caso


La seduta straordinaria e aperta del consiglio comunale di Porto Empedocle dedicata al tema del dissalatore non si è mai realmente aperta. La mancanza del numero legale ha fatto saltare l’aula trasformando quello che doveva essere un momento di confronto pubblico in un caso politico che accende lo scontro istituzionale.
Il Consiglio era stato convocato su richiesta del comitato Mare Nostrum dopo settimane di mobilitazione cittadina su un’opera considerata strategica e fortemente impattante per la città. Proprio per questo l’assenza della maggioranza viene letta dai consiglieri di opposizione come un segnale grave, tutt’altro che accidentale.
L’impianto che divide Porto Empedocle: ecco quando il dissalatore della discordia entrerà in funzione
Secondo l’opposizione, quanto accaduto non può essere liquidato come un inconveniente tecnico. La seduta mancata rappresenterebbe piuttosto la prova di una difficoltà politica strutturale dell’amministrazione, incapace di garantire il funzionamento minimo dell’organo consiliare e di reggere il confronto su un tema centrale per il futuro del territorio.
Nel mirino finiscono le assenze che hanno svuotato l’aula e, con essa, la possibilità di discutere pubblicamente di una scelta che riguarda costa, ambiente, turismo e prospettive di sviluppo. Una mancanza che, secondo i consiglieri firmatari Salvatore Ersini, Gerlando Di Francesco, Antonino Traina, Melania Nuara, Carmelo Sanfilippo e Giuseppe Grassonelli., ha finito per mortificare non solo il consiglio comunale ma anche i cittadini presenti, le associazioni e i comitati che avevano risposto all’appello partecipando ai lavori.
L’episodio viene inserito in un quadro più ampio, fatto – a detta dell’opposizione – di rinvii, silenzi e sedute disertate. Una gestione politica che avrebbe progressivamente svuotato il consiglio del suo ruolo riducendolo a un passaggio formale anziché al cuore del confronto democratico cittadino. Il fatto che tutto ciò sia avvenuto durante una seduta aperta, richiesta dalla comunità, viene definito come un segnale particolarmente allarmante.
Da qui una presa di posizione netta. I consiglieri di opposizione ribadiscono di non accettare che Porto Empedocle venga governata in questo modo e contestano una conduzione amministrativa giudicata “improvvisata e irresponsabile. Se chi guida il Comune non è in grado nemmeno di garantire la presenza in aula – sostengono – il problema non è chi chiede il confronto, ma chi lo evita”.
Per queste ragioni viene rinnovato l’invito al sindaco a rassegnare le dimissioni, indicato come un atto di rispetto verso la città e come unico modo per “restituire dignità, trasparenza e credibilità alle istituzioni locali”. “Porto Empedocle – concludono i consiglieri Salvatore Ersini, Gerlando Di Francesco, Antonino Traina, Melania Nuara, Carmelo Sanfilippo e Giuseppe Grassonelli – non può continuare a essere trascinata in una gestione segnata da assenze e rinvii”.
AgrigentoNotizie è anche su Mobile! Scarica l’App per rimanere sempre aggiornato.



