Sindaco e Fondazione accolgono le dimissioni di Michele Marco Rossi da co-direttore artistico di Ravenna Festival

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La Fondazione Ravenna Manifestazioni annuncia, con una nota ufficiale, di avere accolto oggi 3 ottobre le dimissioni di Michele Marco Rossi da co-direttore artistico di Ravenna Festival. Gli organi di stampa hanno riportato ieri la notizia 2 ottobre – “di cui il CDA della Fondazione Ravenna Manifestazioni non era al corrente”, si legge nella nota – di un procedimento penale in corso e del rinvio a giudizio di Michele Marco Rossi, recentemente nominato co-direttore artistico di Ravenna Festival. Il rinvio a giudizio peraltro è per accuse molto pesanti: violenza e maltrattamenti nei confronti della sua ex compagna. Il musicista si professa innocente, ma dovrà andare a processo il 26 ottobre del 2026. Naturali quindi le sue dimissioni dall’incarico in attesa che la giustizia faccia il suo corso. In caso contrario, con accuse così gravi, ci sarebbe stato il rischio di gettare discredito sul Ravenna Festival.
Con una lettera – riportata di seguito – Rossi ha comunicato alla Fondazione Ravenna Manifestazioni la volontà di dimettersi per consentire il più sereno proseguimento della programmazione artistica. Egli parla di possibili strumentalizzazioni, ma non è chiaro da parte di chi. “Un gesto di responsabilità che il Ravenna Festival apprezza nella consapevolezza che un rinvio a giudizio non equivale ad una sentenza” dice la Fondazione.
“Con queste poche righe – scrive Michele Marco Rossi – voglio innanzitutto ribadire la mia innocenza. Il rinvio a giudizio non è in alcun modo una condanna, nonostante purtroppo da alcune persone venga strumentalmente utilizzato e veicolato. È in ogni caso l’inizio di un periodo lungo pieno di dolore e difficoltà. Questa consapevolezza, unita al rispetto e all’amore profondo che ho per il Festival, mi induce a dare le mie dimissioni dal ruolo di co-direttore artistico. Capisco bene che le necessità di un ruolo simile possano apparire non compatibili con la situazione personale che mio malgrado dovrò affrontare, e in questo senso non ritengo opportuno rischiare di arrecare un danno al Festival che mi ha concesso fiducia e stima. Combatterò questa battaglia dolorosa per affermare la mia innocenza, una battaglia che mi è stata imposta attraverso false accuse. E nel frattempo al Festival auguro il meglio nel suo percorso di bellezza e di pace.”
“La Fondazione – sottolinea il presidente Alessandro Barattoni – accoglie le dimissioni di Michele Marco Rossi: nelle ultime ore la notizia del suo rinvio a giudizio aveva rivelato accuse a suo carico di cui alcun membro del CdA era a conoscenza. Ribadendo l’assoluta estraneità della Fondazione a questa vicenda, precisiamo che la programmazione di Ravenna Festival, attraverso la lente straordinaria dei linguaggi artistici, ha da sempre abbracciato e condiviso i più alti valori etici e morali, e continuerà a perseguire questo indirizzo con la direzione artistica di Angelo Nicastro e Anna Leonardi”.
Dunque, da quanto si evince, quando la Fondazione ha dato l’incarico triennale ad Anna Leonardi e Michele Marco Rossi nell’agosto scorso, tutti erano all’oscuro di questo procedimento. Se le cose stanno così, quindi, appare particolarmente censurabile il comportamento del co-direttore artistico dimissionario per avere omesso di informare della situazione che lo riguardava la Fondazione. Così come forse non è esente da critiche anche chi ha dato un incarico così delicato senza avere condotto tutte le verifiche del caso. Come ha sottolineato in una sua interrogazione il consigliere comunale Alvaro Ancisi.


