Venezuela, il difensore dei diritti umani Reyna celebra le scarcerazioni: “Lavorare ad accordi possibili”

Lavorare ad “accordi possibili” con “tutti gli interlocutori” che permettano al Venezuela, dopo la cattura di Nicolas Maduro, di compiere il passaggio alla democrazia nella maniera “meno traumatica possibile”. Lo ha detto ad “Agenzia Nova” Feliciano Reyna Ganteaume, difensore di diritti umani, operatore umanitario e coordinatore dell’organizzazione non governativa Accion solidaria.
Estromesso Maduro, la Casa Bianca ha deciso in questa prima fase di interloquire con altri pezzi del governo “chavista”, a partire dalla presidente incaricata Delcy Rodriguez, lasciando per il momento sullo sfondo la premio Nobel per la Pace, Maria Corina Machado. Una scelta che può suonare difficile per parte dell’opposizione, e che impone risposte complesse: “Si capisce che ci possano essere resistenze, ma ora è necessario avere una grande flessibilità, una grande apertura di mente”, lavorando “a una serie di accordi con diversi attori, che rendano possibile questo passaggio con il minor trauma possibile”. È necessario, ha insistito l’esperto, “spendersi per ottenere quanto è realmente possibile. La domanda è: cosa sono disposto a perdere, delle mie ambizioni iniziali, per permettere a un intero Paese di risollevarsi, a partire dalle tante persone in condizione di difficoltà?”. Ovviamente, ha sottolineato Reyna, in questa fase è necessario il contributo di tutti coloro che, in Venezuela e fuori, possono “apportare qualcosa”.
Nelle ultime ore il governo ha dato il via a un processo di scarcerazione dei prigionieri politici che ha generato un iniziale entusiasmo, parzialmente sedato dalla poca trasparenza nel comunicare nomi e tempi dei rilasci. “In questo clima ci sono molte domande senza ancora una risposta”, ha detto il coordinatore di Accion solidaria. “Escono informazioni senza che siano state verificate, e si rischia di fare molto danno anche ai familiari”, ha detto Reyna ritenendo comunque “comprensibile” il fatto che un annuncio da parte di una fonte così importante, il presidente dell’Assemblea nazionale (An), Jorge Rodriguez, “abbia creato molte aspettative”.
Lo stesso termine “scarcerazione” va preso con cautela. “È già successo in passato che le persone che sono effettivamente uscite dal carcere siano comunque sottoposte a misure cautelari, non essendosi estinte le cause aperte nei loro confronti”. Ma si tratta comunque di un passo importante “che molti di noi aspettavano, sperando che preluda a una effettiva piena libertà” per chi era stato arrestato.
La scarcerazione dei prigionieri politici è “il primo di tre passaggi fondamentali” per procedere nella ricostruzione del Paese, non dimenticando che “c’è una parte molto importante della popolazione che soffre ancora molto”. Restituiti alla libertà i prigionieri politici, è “urgente procedere a una apertura economica, alla cancellazione delle sanzioni, alla mobilitazione rapida di risorse da impiegare in ambito umanitario”, ha detto Reyna Ganteaume ricordando il lavoro di oltre 130 organizzazioni pronte a intervenire sul territorio. Infine è necessario “aprire lo spazio civico”, permettere “il confronto tra le idee, nell’ottica di una sempre maggiore partecipazione, creando uno spazio aperto, immune dalla repressione, che renda possibile una vera transizione alla democrazia”.
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